rifiuti

Il mese di giugno 2020 inizia con una seduta di Consiglio monotematica di grande importanza per una ampia porzione del territorio Metropolitano Genovese, ovvero l'approvazione della proposta n. 1142 presentata dal Consigliere Delegato Simone Ferrero per l'AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO INTEGRATO RIFIUTI NEL BACINO DEL GENOVESATO NEL PERIODO 2021-2035.

In base alla legge regionale, la Città metropolitana deve approvare un Piano che organizzi la raccolta dei rifiuti sul proprio territorio.

Alla confluenza del rio San Martino col torrente Verde, denunciate due persone.

Il consigliere delegato all’ambiente della Città ha annunciato l’approvazione dello strumento pianificatorio legato alla scadenza del 2020 (bacino unico e gara) durante la presentazione dei risultati della raccolta differenziata a Cogoleto.  “Non dobbiamo restare fermi al vecchio paradigma secondo cui diminuire la produzione di rifiuti ‘indifferenziati’, aumentando la raccolta differenziata, serve solo a ridurre l’impatto ambientale delle discariche sul territorio, questo è vero, ma bisogna anche sapere guardare la questione in modo rovesciato e capire che i rifiuti raccolti in modo differe

Aggiunta all'ordine del giorno del consiglio metropolitano in programma domani alle 17 la delibera presentata dal consigliere delegato all'ambiente Enrico Pignone che definisce i 'bacini di affidamento' della gestione integrata dei rifiuti: diviso in tre, per venire incontro alle richieste dei comuni, il bacino dei 28 comuni fra Bogliasco, Camogli, Davagna, Santo Stefano d'Aveto e Ne. Sarà diviso in tre distinti ambiti il bacino di affidamento del servizio integrato dei rifiuti del consorzio di Rio Marsiglia, che copre il territorio di 28 comuni del Golfo Paradiso e delle valli Fontanabuona

Le risposte date da Regione Liguria e Città metropolitana alla commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti, venuta a Genova il 2 febbraio a presentare i risultati della sua indagine.Che cosa fa in merito alla gestione del ciclo dei rifiuti la Città metropolitana, ente di area vasta che deve pianificare i servizi integrati in un territorio di 800.000 persone?

La Conferenza dei servizi successiva all'accordo conciliativo fra Città metropolitana e Amiu, a cui hanno partecipato anche Arpal e Regione Liguria, ha definito la tabella di marcia per la realizzazione dei lavori di messa in sicurezza delle vecchie discariche (capping) e per l'apertura di Scarpino 3, con il separatore secco-umido.  Sette ore di riunione, dalle 9.30 alle 16.30, fra i tecnici di Città metropolitana di Genova, Amiu, Arpal e Regione Liguria: dopo l'accordo conciliativo stipulato a fine febbraio fra l'ente di area vasta e l'azienda comunale di gestione del ciclo dei rifiuti, si

Chiusa nel 2014 Scarpino 2, sono iniziati i lavori per Scarpino 3, dove verranno costruiti un impianto di separazione secco-umido e un biodigestore. Ma il Piano metropolitano dei rifiuti prevede interventi su tutto il territorio, anche fuori dal capoluogo.  Nella discarica di Scarpino, situata in una vasta conca a 700 metri di altezza sulle alture di Sestri Ponente, a partire dal 1968 sono stati sepolti 10 milioni di metri cubi di rifiuti, e lo strato del cosiddetto ‘corpo rifiuti’ raggiunge in alcuni punti gli 80 metri di profondità.

Bargagli e Davagna passano con la Fontanabuona dal bacino con il Golfo Paradiso e percorso inverso per Uscio e Avegno. Per gli affidamenti anche accordi quadro di bacino con gara gestita dalla Città metropolitana e singoli contratti per ogni Comune
Modificati dal Consiglio metropolitano di Genova due bacini di affidamento per la gestione integrata dei rifiuti: Bargagli e Davagna passano con i Comuni della Fontanabuona lasciando quelli del Golfo Paradiso, mentre Uscio e Avegno fanno il percorso inverso.

Domani la seduta convocata dal sindaco Marco Doria alle 14.30 nel salone consiliare di Palazzo Doria SpinolaGli indirizzi della Città metropolitana per la gestione transitoria dei rifiuti e una modifica ai bacini di affidamento deliberati a fine 2015 apriranno domani, mercoledì 11 maggio, la seduta del Consiglio metropolitano di Genova convocato dal sindaco Marco Doria alle 14.30 nel salone consiliare di Palazzo Doria Spinola.Seguiranno le delibere relative al riconoscimento del debito relativo al 2013 nei confronti del Teatro Stabile di Genova e allo schema di convenzione tra Regione Ligur

Il 19 maggio il consiglio metropolitano adotterà il documento che organizza la raccolta differenziata e pianifica gli impianti di trattamento del rifiuto organico e di quello indifferenziato.  Sarà nel circondario di Orero il terzo impianto di trattamento del rifiuto indifferenziato (separatore secco umido) e della frazione organica (biodigestore) previsto insieme a quelli di Scarpino 3 e di Rio Marsiglia dal Piano metropolitano dei rifiuti, il documento della Città metropolitana di Genova che organizza la raccolta differenziata e il riciclo dei rifiuti nell’area genovese fino al 2020, anno

Varato dalla Città metropolitana il documento che si prefigge, riorganizzando profondamente il ciclo dei rifiuti, di raggiungere ambiziosi obiettivi di raccolta differenziata e riuso di materiali recuperati.

Con il parere della Conferenza dei sindaci e il voto definitivo del Consiglio metropolitano. Genova è fra le prime Città metropolitane in Italia ad avere approvato il piano strategico che prevede anche l'articolazione del territorio in nove zone omogenee.

Approvato dalla Conferenza dei sindaci e dal Consiglio metropolitano il documento, costruito sulla partecipazione degli enti e delle comunità locali, sulle linee concrete per lo sviluppo, l'integrazione e la coesione dell'area metropolitana di Genova, articolata in nove zone omogenee.

Uno strumento fondamentale per gli obiettivi di sviluppo, integrazione e coesione dell'area metropolitana di Genova, con la partecipazione dei Comuni, dei cittadini e dei territori.

Solo 15 sindaci su 67 registrati all'assemblea che avrebbe dovuto votare il bilancio triennale da 700 milioni. Il sindaco metropolitano: "Sono allibito. Città metropolitana è un ente che i cittadini vogliono funzionante. Bisognerebbe organizzarci con una conference call". Possibile che molti sindaci abbiamo preferito restare nei loro comuni per allerta neve.