A Scarpino posata la “prima pietra” dell'impianto TMB (trattamento meccanico biologico) a servizio dell’area metropolitana.

Il sindaco Marco Bucci alla cerimonia di posa della prima pietra del TMB di Scarpino
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Giovedì, 11 Marzo, 2021 - 12:20

È stata posata, nella mattina di mercoledì 10 marzo, la prima pietra dell’impianto TMB (trattamento meccanico biologico) all’interno del polo impiantistico di Genova Scarpino. Alla cerimonia hanno partecipato Giovanni Toti, Presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, Sindaco Metropolitano di Genova e Matteo Campora, Assessore all’Ambiente del Comune di Genova. Sono intervenuti Pietro Pongiglione Presidente AMIU Genova, Davide Grossi Direttore Generale AMIU Genova, Massimiliano Bianco Amministratore delegato Gruppo Iren. Presenti anche i dirigenti della Direzione Ambiente della Città Metropolitana di Genova, e i due Cappellani del Lavoro, Don Massimiliano Moretti e Don Gian Piero Carzino.

L’impianto avrà una potenzialità di trattamento pari a 110.000 tonnellate /anno di rifiuti urbani e consentirà, partendo da rifiuti indifferenziati, di valorizzare i materiali recuperabili (selezionando e separando metalli, carta e cartone, contenitori in PET e HDPE, tetrapak e PVC), produrre CSS e CSS combustibile, stabilizzare e raffinare la restante frazione in vista del conferimento in discarica e dei recuperi ambientali della stessa.

I lavori propedeutici alla costruzione dell’impianto hanno visto la movimentazione di 250.000 m³ di terra e rifiuti in modo da realizzare un fondo idoneo al nuovo cantiere, che avrà l’ampiezza di 35.000 m² e sarà integrato da opere di sostegno alla viabilità interna con la realizzazione di muri di contenimento (tipo “berlinese” ovvero con palificazioni) e di altre pareti di contenimento che sostengano la differenza di quota, circa 6 metri, tra l’edificio che ospiterà il Trattamento Biologico (TB) e quello destinato al Trattamento Meccanico (TM).

I rifiuti in ingresso passeranno attraverso una prima fase di vagliatura e di cernita manuale per il recupero di carta e plastica. Una successiva fase di vagliatura separerà la frazione secca da quella umida, inviando la frazione umida ad un trattamento aerobico, e quella secca alla bioessicazione, eseguiti all’interno di biocelle dodate di sistemi ad areazione forzata. Seguiranno poi a queste fasi ulteriori processi di vagliatura che, attraverso una serie di separatori (balistico, magnetico, ottici) avranno lo scopo di recuperare carta, plastica e metalli (ferrosi e non). Tutti i materiali
recuperati saranno poi avviati ad impianti di recupero. Il restante materiale, attraverso una ulteriore serie di processi di raffinazione, sarà destinato alla produzione di CSS combustibile e di materiali utili alla copertura della discarica.
Il processo nel suo complesso consentirà di ridurre lo smaltimento in discarica del rifiuto indifferenziato, recuperando il 15% dei materiali presenti e utilizzando il 31% del rifiuto stesso per la produzione di CSS.

Nel nuovo complesso impiantistico saranno occupati oltre 20 addetti. Nella primavera del 2022 si prevede l’entrata in funzione dell’impianto che permetterà di convogliare la maggior parte dell’attività di trattamento del rifiuto del bacino del genovesato presso un unico polo impiantistico, realizzando la chiusura del ciclo dei rifiuti sul territorio.