Carasco, domani sp 586 chiusa per lavori sulla frana. vassallo: “il 26 ottobre parte il cantiere”

FRANA CARASCO 586_01
Data: 
Mercoledì, 7 Ottobre, 2015 - 17:41

Due grossi massi incombono sulla strada, che domani sarà chiusa per rimuoverli e verificare la situazione. Fra pochi giorni parte il cantiere.  Si è mossa nuovamente questa mattina, dopo il movimento di tre settimane fa, la frana che incombe sulla sp 586 della Val d’Aveto, presso Santa Maria di Sturla a Carasco. Il movimento non ha causato nessun danno a persone o cose, in quanto la frana, proprio in seguito al movimento di metà settembre, è stata imbrigliata in una rete di protezione sistemata dalla Città metropolitana di Genova. Nessun detrito ha invaso quindi la carreggiata, anche se due massi di notevoli dimensioni si stanno muovendo verso il basso, il primo, di circa 6 metri cubi di volume e 12 tonnellate di peso, all’altezza di 5 metri, e il secondo, di dimensioni appena inferiori, all’altezza di circa 10 metri. I tecnici della Città metropolitana hanno subito predisposto un senso unico alternato, facendo scorrere il traffico solo nella corsia a valle, e domani mattina la strada sarà chiusa per iniziare i lavori di messa in sicurezza: occorrerà sollevare le reti di protezione che erano state poste sul versante dopo il movimento di metà settembre e far scendere i due massi a valle, verificando la stabilità del terreno sottostante. Nel frattempo, durante la notte sarà assicurato il monitoraggio costante della situazione, con personale della stessa Città metropolitana. Solo dopo il ‘disgaggio’ del terreno si potrà quantificare la durata dei lavori per poter riaprire la strada. Domattina fino alle 8.40 i mezzi pubblici (corriere) transiteranno sulla strada, poi avverrà la chiusura. “Il 26 ottobre verrà consegnato alle imprese il cantiere per la messa in sicurezza definitiva della frana – conferma intanto il consigliere delegato ai lavori pubblici della Città metropolitana Gianni Vassallo – che avranno un costo di 515.000 euro, messi dalla Città metropolitana (140.000 euro) e dalla Regione Liguria (375.000 euro)”.

Autore: 
Filippo Cartosio