Nel segno della Memoria: Genova celebra il 27 gennaio
La Memoria non è solo uno sguardo rivolto al passato.
È un impegno che parla al presente e chiama in causa il futuro.
Ieri, nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, la cerimonia ufficiale del Giorno della Memoria ha ricordato la Shoah attraverso parole, testimonianze e lo sguardo delle nuove generazioni. Un momento di riflessione collettiva in cui la storia ha interrogato il nostro tempo, ricordandoci quanto i diritti possano essere fragili e quanto l’indifferenza sia pericolosa.
Alla cerimonia, Città Metropolitana di Genova era presente con il proprio Gonfalone, accompagnato dal Vicesindaco Metropolitano Simone Franceschi, a testimonianza di un dovere istituzionale che è prima di tutto civile e umano.
Le voci degli studenti, il racconto delle pietre d’inciampo, le parole di chi ha vissuto o custodisce la memoria, hanno restituito il senso più autentico di questa giornata: ricordare non è un rito, ma una scelta quotidiana. Una responsabilità che passa di mano in mano, di generazione in generazione.
Dalle testimonianze emerge un messaggio forte e condiviso: la memoria serve a non abituarsi alla violenza, a riconoscere l’ingiustizia quando si ripresenta, spesso con forme nuove e apparentemente lontane. Serve a capire che i diritti non sono mai garantiti per sempre e che anche il silenzio, l’indifferenza, il voltarsi dall’altra parte possono diventare una scelta.
È da qui che nasce l’impegno di oggi: coltivare coscienze vigili, capaci di dire no, capaci di scegliere ogni giorno da che parte stare.
Perché la Memoria resti viva.
Perché riconoscere l’ingiustizia, oggi, è il primo passo per non ripeterla domani.
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