Cento anni dopo: al Convitto Colombo la bellezza non si arrende
C'era una volta un Oratorio trasformato in magazzino. Affreschi Liberty coperti dalla polvere, volte in canniccio che cedevano, un tetto da rifare completamente. E una Galleria Napoleonica che pochi genovesi avevano mai visto davvero.
Oggi, dopo cento anni esatti dall'ultimo restauro e due anni di cantiere, questi spazi straordinari tornano a vivere — e lo fanno grazie a chi ci ha creduto, chi ha lavorato duramente e chi ogni giorno abita questi muri.
A chiudere la cerimonia, la sorpresa più bella: i ragazzi e le ragazze della scuola secondaria di primo grado, che durante i lavori hanno vissuto fianco a fianco con il cantiere e ne hanno fatto materia d'arte. I loro disegni ispirati agli affreschi di Bevilacqua hanno dimostrato che la bellezza, quando la si mostra ai giovani, non ha bisogno di spiegazioni.
Perché il patrimonio pubblico non è un inventario di edifici. È la qualità della vita di chi quei luoghi li abita, e di chi li scopre per la prima volta.
Cento anni dopo, la bellezza non si arrende
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